24 agosto 2017

Konzentrationslager

 

Performance/azione, installazione Site-Specific e Ambient Music

Konzentrationslager

24 AGOSTO 2017 alle ore 22:00   LE CUPOLE al Km. 135 Localita' S. Lussorio, Borore, Strada Statale 131 Carlo Felice

Foto: Serafino Deriu

Grazie a Andrea Maccarrone  Regional Director -  presso InterPride - International Association of LGBTI Pride Organizers

 

 

Konzentrationslager è il titolo che l’artista Nicola Mette (1979) ha scelto per la sua Performance/Azione a Borore.

Konzentrationslager è una performance/azione che denuncia le persecuzioni, prigionie, torture, eliminazioni fisiche a cui sono sottoposti uomini omosessuali o sospettati di essere tali in Cecenia.

 

Non puoi arrestare o reprimere persone che semplicemente non esistono nella repubblica - ha dichiarato Alvi Karimov, portavoce del leader ceceno Ramzan Kadyrov -. Se queste persone esistessero in Cecenia, le forze dellordine non dovrebbero preoccuparsi perché le loro stesse famiglie li manderebbero in luoghi da cui non potrebbero più tornare.

Una chiara allusione al delitto d'onore, ancora molto praticato nella repubblica caucasica e a cui le famiglie sarebbero costrette dalle autorità a ricorrere nei confronti dei loro congiunti omosessuali. Le testimonianze scioccanti di quanto sta avvenendo in Cecenia si moltiplicano e parlano ad oggi di almeno 200 uomini arrestati ed internati in carceri segrete ed illegali per sospetta omosessualità.

Qui sarebbero sottoposti ad ogni genere di tortura ed umiliazione, con la privazione di cibo ed acqua, violenze, percosse ed elettroshock. Almeno 20, secondo le testimonianze più recenti, sarebbero stati uccisi. Le persecuzioni sistematiche, le delazioni ottenute con la tortura, le minacce ed i ricatti, i delitti d'onore, il generale clima di terrore, dipingono una realtà terribile di una Cecenia in cui “Kadyrov si comporta come Hitler, vuole purificare la razza dagli omosessuali” come ha detto l'attivista russo Igor Kochetkov al Parlamento Italiano lo scorso mese.

Non a caso una frase di Bruce Nauman, “L'arte è una questione di vita e di morte” torna spesso nei discorsi nella Performance Art.

Un marchio a fuoco indelebile che accompagna gli omosessuali nella storia: Nicola Mette vuole denunciare questi fatti attraverso la performance/azione e l’istallazione site specific.

Scavata nel terreno la scritta: "GAY" e datale fuoco con l’aiuto di tre torce, l’artista giacerà a terra nudo imprigionato dal filo spinato.

La performance verrà accompagnata dalla chitarra, loop station e gli effetti sotto i piedi di Perry Frank, un musicista polistrumentista sardo dedito all'ambient music, contaminata da vari generi come folk/psychedelic e chillout. Perry Frank, attraverso la sua musica, ci farà riascoltare i suoni di quei luoghi dove la storia non è riuscita ad insegnare agli uomini

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