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PETRIFICADAS EMOZIÒNES – HOMINES CONTRA HOMINES

 

EX ACCIAIERIE LOMBARDE FALCK 

Sesto San Giovanni (MI)

 

 

“Perché la memoria del male non riesce a cambiare l’umanità? A che serve la memoria?”

PRIMO LEVI 

“La guerra non nasce da sola. Nasce da quel che c’è nell’animo degli uomini, dalla mentalità che si coltiva. È indispensabile fare spazio alla cultura della pace.”

SERGIO MATTARELLA

Dopo la performance/azione “Novichok” tenutasi di fronte alla Tomba dei Giganti di Imbertighe a Borore (NU), durante la quale Mette, vestito da soldato, ha bruciato la bandiera russa, l’artista prosegue con la sua indagine sulla cruda realtà della guerra. La sua nuova Performance , intitolata “PETRIFICADAS EMOZIÒNES – HOMINES CONTRA HOMINES”, offre uno sguardo provocatorio sulle persistenti violenze nel mondo contemporaneo.

“PETRIFICADAS EMOZIÒNES- HOMINES CONTRA HOMINES”, è una Performance/azione che esplora la brutalità della guerra e commemora le vittime dei conflitti passati e presenti. Mette affronta la tematica delle sofferenze umane e delle conseguenze irreversibili dei conflitti, cercando di suscitare riflessioni profonde sulla violenza e sulla necessità di cercare alternative alla risoluzione dei conflitti.

Il centro della performance è una bambola riempita di sangue, un simbolo di vulnerabilità e innocenza perdute nel caos bellico. La distruzione della bambola con una mazzetta simboleggia la devastazione causata dai conflitti e la disumanizzazione delle vite umane. L’atto pone uno sguardo crudo sulla brutalità della guerra e rappresenta le sofferenze umane viste attraverso un’oggettivazione emotiva.

Indossando l’uniforme militare durante la performance, Mette simboleggi l’anonimato delle forze armate coinvolte nei conflitti. Questo richiama l’attenzione sulla deindividuazione e disumanizzazione degli individui all’interno delle strutture militari. La scelta di indossare l’uniforme accentua la distanza emotiva e l’impersonalità legate alla guerra.

Nicola  Mette si ispira a una lunga tradizione di artisti che hanno usato l’arte per affrontare le brutture della guerra. Come Pablo Picasso, con il suo quadro “Guernica”, che ha catturato gli orrori della guerra civile spagnola. Mette vuole farci capire che le sofferenze umane nei conflitti continuano, e ci invita a riflettere seriamente sulla violenza perpetuata dall’uomo contro l’uomo in tutte le sue forme.

La performance pone una luce acuta sulle sofferenze inflitte dai conflitti in Ucraina,  a Gaza e ad altre vite perse in contesti tragici. Questa focalizzazione specifica aggiunge un livello di concretezza alla critica, spingendo il pubblico a confrontarsi con le realtà dei conflitti armati contemporanei e a riflettere sulla necessità di cercare vie alternative per risolvere i conflitti umani.

La performance mira a generare consapevolezza e a promuovere un dibattito sulla violenza e sulle possibilità di costruire un mondo più pacifico.