La Performance/Azione “Deturpata” di Nicola Mette: Un’Esplorazione Artistica sull’Impatto Ambientale in Sardegna
Sindia, Fonte Nuragica Gatture de Ganna Sardegna – Con “Deturpata”, Nicola Mette affronta una questione di crescente rilevanza: l’interazione tra uomo e tecnologia e il loro impatto sull’ambiente. Questa performance si configura come una riflessione profonda e una critica alla devastazione ambientale causata dalle pale eoliche e dai pannelli fotovoltaici in Sardegna, nonché alle problematiche legate al loro smaltimento.
Nel 2015, Mette aveva già sollevato interrogativi importanti con “Wind Foreign”, una performance in cui la sua nudità si confrontava con l’imponente presenza delle pale eoliche di vecchia generazione, allora in fase di test. Le immagini di quel lavoro rappresentavano un dialogo intenso e intimo tra il corpo umano e le strutture industriali, sollevando domande sul progresso tecnologico e sulla preservazione del paesaggio. Con “Deturpata”, Mette prosegue questa indagine, approfondendo il tema dell’impatto ambientale.
La performance si svolgerà a Sindia (NU), presso una pala eolica in stato di decomposizione. Questa struttura abbandonata ha visto la lana di vetro che la componeva sfaldarsi e contaminare il terreno circostante. Le conseguenze sono evidenti: il suolo è compromesso e la contaminazione può avere effetti negativi sulla flora, sulla fauna e sulla salute umana.
La scelta della Sardegna come location non è casuale. L’isola è ricca di siti archeologici di grande valore storico e culturale, simboli del patrimonio dell’isola e della sua identità. Le pale eoliche alte oltre 200 metri e l’invasione dei pannelli fotovoltaici su queste terre sacre e incontaminate sottolineano l’urgenza del messaggio di Mette.
Durante la performance, Mette dipingerà il proprio corpo di bianco con strisce rosse, richiamando i colori della bandiera sarda e delle pale eoliche. Questo accostamento cromatico rappresenta una fusione simbolica tra tradizione e modernità, resistenza e trasformazione. Il corpo dell’artista diventa così una tela vivente, un campo di battaglia tra forze opposte.
Le pale eoliche, installate nel 2015 e ora abbandonate, sono il cuore della performance. Queste strutture, un tempo emblema di progresso, ora rappresentano il fallimento della pianificazione e della gestione sostenibile. L’arte di Mette evidenzia la problematicità del cemento usato per le basi delle pale, il cui smaltimento risulta complesso.
Il ricorso al corpo come mezzo espressivo colloca l’opera di Mette nella tradizione di artisti come Marina Abramović e Joseph Beuys. Abramović ha esplorato la vulnerabilità umana attraverso la performance, mentre Beuys ha utilizzato la sua arte per riflettere sul legame tra uomo e natura. Con “Deturpata”, Mette continua questa tradizione, sollevando questioni cruciali sulla sostenibilità e sull’impatto ambientale.
La riflessione di Mette si estende anche alle strutture offshore. Le pale eoliche installate in mare possono danneggiare gli ecosistemi marini, interferire con la vita acquatica e alterare le correnti oceaniche. L’installazione e la manutenzione delle strutture marine comportano ulteriori rischi di contaminazione.
“Deturpata” è dunque un appello alla salvaguardia del patrimonio naturale della Sardegna. Mette invita il pubblico e le autorità a considerare seriamente l’impatto delle scelte tecnologiche e a sviluppare un piano energetico sostenibile che rispetti e preservi l’ambiente. La performance rappresenta un’occasione cruciale per riflettere sull’importanza della sostenibilità e per promuovere un futuro che valorizzi il nostro patrimonio naturale.
Come afferma Mette: “Il mio corpo riflette la terra che amiamo e dobbiamo proteggere. Non sono contrario all’eolico e ai pannelli solari, ma è fondamentale posizionarli in modo appropriato e gestirli correttamente quando non sono più utilizzabili. I pannelli solari, ad esempio, potrebbero essere collocati lungo le strade o sui tetti delle case, riducendo l’impatto ambientale. L’energia idroelettrica potrebbe essere una valida alternativa in Sardegna. Dobbiamo cambiare direzione senza deturpare la natura, già compromessa dall’uso dei combustibili fossili. La performance di Mette mette in luce le conseguenze di scelte non oculate.”


















































