nessun luogo – memoria digitale di Gaza 2025
In Genocidio, la presenza dell’artista si dissolve pur rimanendo visibile: il corpo, generato artificialmente, abita un paesaggio di rovine che non esiste eppure è reale nella memoria collettiva.
È una performance senza corpo, un’azione senza luogo, una testimonianza che vive soltanto nello spazio digitale — come ciò che resta dopo l’annientamento.
La scelta di utilizzare l’intelligenza artificiale non è un espediente tecnico, ma un atto politico e poetico: l’artista si fa assente per denunciare l’assenza, trasforma la rappresentazione in reliquia, la finzione in documento.
In un tempo in cui la distruzione viene narrata come necessaria e la ricostruzione come gesto di redenzione, “Genocidio” smaschera la retorica del potere, restituendo dignità al silenzio e alla perdita.
Il corpo che vediamo non è un corpo: è la memoria digitale dell’umano cancellato, l’ombra di una coscienza collettiva che chiede di essere ricordata.













































